Pignoramento presso terzi - stipendio percepito all'estero

L'incubo attuale il fermo amministrativo e l'ipoteca sull'immobile.
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paiaus

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Pignoramento presso terzi - stipendio percepito all'estero

#1 Messaggio da leggere da paiaus » 15 apr 2018, 7:50

cercando di essere sintetico....
presso l'azienda per cui lavoro, in Italia, anni fa è arrivato l'avviso del giudice per il pignoramento del quinto dello stipendio a fronte di cartelle equitalia. Il prelievo è iniziato, e continua tutt'ora.
Da circa 3 anni l'azienda mi ha trasferito, con mia piena disponibilità e adesione, in regime di "distacco all'estero del lavoratore" (autorizzato dal ministero del lavoro) presso la sua "BRANCH" estera in Nuova Zelanda, continuando a gestire il pagamento dello stipendio dall'Italia e quindi trattenendo il quinto. Da gennaio 2018, l'azienda ha aperto la sede qui e ha passato la gestione del pagamento dello stipendio alla sede locale (con tutt'altra forma giuridica), tanto che i cedolini busta paga non mi arrivano più dall'Italia, ma dalla sede locale. Sono comunque rimasto in "modalità distacco".
Trattenere un qualsiasi importo sullo stipendio per la legge locale, è illegale a meno che lo stesso lavoratore non autorizzi in forma scritta.
L'azienda Italiana mi ha chiesto di fornire liberatoria a questo prelievo. Secondo me non sono io che devo fornire alcuna liberatoria (a farmi prelevare denaro dallo stipendio!!). Secondo me dovrebbe essere sospeso il pignoramento in quanto chi mi paga, non è più l'azienda in Italia (a cui a suo tempo è arrivato l'ordine dal giudice) ma un altra struttura. L'azienda in Italia mi dice che loro non vogliono avere problemi con l'ente "pignorante" e, secondo me, loro non dovrebbero far altro che dichiarare a EQUITALIA che il pagamento dello stipendio non è più in gestione da loro ma da altra società estera.
riuscite a sbrogliarmi da questa situazione? se avete bisogno di ulteriori dettagli, chiedetemi pure.
Grazie per qualsiasi aiuto o suggerimento.
Luca

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cagliostro49

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Re: Pignoramento presso terzi - stipendio percepito all'estero

#2 Messaggio da leggere da cagliostro49 » 15 apr 2018, 12:36

paiaus ha scritto:
15 apr 2018, 7:50
cercando di essere sintetico....
presso l'azienda per cui lavoro, in Italia, anni fa è arrivato l'avviso del giudice per il pignoramento del quinto dello stipendio a fronte di cartelle equitalia. Il prelievo è iniziato, e continua tutt'ora. Da circa 3 anni l'azienda mi ha trasferito, con mia piena disponibilità e adesione, in regime di "distacco all'estero del lavoratore" (autorizzato dal ministero del lavoro) presso la sua "BRANCH" estera in Nuova Zelanda, continuando a gestire il pagamento dello stipendio dall'Italia e quindi trattenendo il quinto

Partiamo già con una inesattezza. Equitalia,a norma dell'art. 72/bis DPR nr. 602/1973, non ha bisogno di nessun Giudice per pignorare lo stipendio in capo all'azienda o sul c/c in Banca ed il prelievo,avviene nella misura di 1/10 per stipendi fino a 2.500 euro mensili netti e di 1/7 per redditi fino a 5.000. Quindi perchè parli di un quinto ??????


Da gennaio 2018, l'azienda ha aperto la sede qui e ha passato la gestione del pagamento dello stipendio alla sede locale (con tutt'altra forma giuridica), tanto che i cedolini busta paga non mi arrivano più dall'Italia, ma dalla sede locale. Sono comunque rimasto in "modalità distacco".
Trattenere un qualsiasi importo sullo stipendio per la legge locale, è illegale a meno che lo stesso lavoratore non autorizzi in forma scritta.
L'azienda Italiana mi ha chiesto di fornire liberatoria a questo prelievo. Secondo me non sono io che devo fornire alcuna liberatoria (a farmi prelevare denaro dallo stipendio!!). Secondo me dovrebbe essere sospeso il pignoramento in quanto chi mi paga, non è più l'azienda in Italia (a cui a suo tempo è arrivato l'ordine dal giudice) ma un altra struttura.

Il discorso non fa una grinza.

L'azienda in Italia mi dice che loro non vogliono avere problemi con l'ente "pignorante" e, secondo me, loro non dovrebbero far altro che dichiarare a EQUITALIA che il pagamento dello stipendio non è più in gestione da loro ma da altra società estera. riuscite a sbrogliarmi da questa situazione? se avete bisogno di ulteriori dettagli, chiedetemi pure.

Purtroppo caro LUCA siamo costretti a ripetere sempre le stesse cose. Ed il tuo caso NON fa eccezione,nonostante a quanto pare sei un dipendente di una Azienda multinazionale. Enti,amministrazioni ed aziende sia pubbliche che private,sia piccole che grandi,troppo spesso impiègano negli uffici del personale,dipendenti raffazzonati che io chiamo per comodità <<capocolli>> ! Come giustamente rilevi tu,l'Azienda comunicando ad Equitalia che tu non sei pagato più dalla sede italiana,ma da quella neozelandese,è automaticamente immune da qualunque <seccatura> allo stesso modo di come se avessi perduto il lavoro. Tanto è vero che i <capocolli> ti chiedono una liberatoria (davvero ridicola) per giustificare l'illegalità prevista dal sistema neozelandese e salvarsi così,il popò.

L'unico consiglio serio è rivolgerti ad un legale del posto che dovrà diffidare (per iscritto) l'azienda in Italia ad interrompere questo prelievo in base alla legislazione vigente in Nuova Zelanda ! E questa diffida può salvare sia le tue capre che i loro càvoli. Nel senso che l'azienda in Italia, può sempre esibire la diffida ad Equitalia per dimostrare che tu non sei più a loro carico e scaricarsi da qualunque responsabilità. Non vedo altre soluzioni serie.
LA NOBILTA' DELLO SCHIAVO E' LA RIBELLIONE !

paiaus

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Re: Pignoramento presso terzi - stipendio percepito all'estero

#3 Messaggio da leggere da paiaus » 15 apr 2018, 13:16

ciao cagliostro49, innanzitutto, grazie per la veloce risposta.
parlo di 1/5 perchè il pignoramento ha avuto inizio quando ancora la normativa (ormai legge) di 1/10 e 1/7 non era ancora in essere. Nonostante la suddetta normativa è diventata attiva, all'epoca chiesi alla mia azienda di adeguarsi ma, a torto o a ragione, non si sono adeguati continuandomi a trattenere 1/5 e chiedendo che la riduzione loro l'avrebbero iniziata nel momento in cui un tribunale, magari lo stesso giudice, avesse comunicato loro di potersi adeguare. Ho fatto anche ricorso al giudice per ottenere la revisione della trattenuta e, come tutte le cose italiane, sono 2 anni che aspetto che il giudice (causa già fatta) si pronunci. Il mio avvocato dice che dobbiamo aspettare questa decisione che forse non arriverà mai.
concordo al 10000% sulla incopetenza dei "capocolli" presenti nelle aziende piccole o grandi che siano.
se riuscissi a dimostrare, con riferimenti a normative e/o leggi in vigore, che stanno sbagliando (come è certo che sia) riuscirei ad uscire da questo intoppo che mi ruba il sonno in meno di un attimo.
Grazie ancora!!

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Blues

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Re: Pignoramento presso terzi - stipendio percepito all'estero

#4 Messaggio da leggere da Blues » 15 apr 2018, 17:54

Il discorso si semplifica in base alla residenza.
La normativa in questo caso internazionale, prevede che il lavoratore paghi le tasse nel paese di residenza, indipendentemente dalla provenienza del reddito da lavoro.
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Claudio

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cagliostro49

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Re: Pignoramento presso terzi - stipendio percepito all'estero

#5 Messaggio da leggere da cagliostro49 » 15 apr 2018, 18:40

se riuscissi a dimostrare, con riferimenti a normative e/o leggi in vigore, che stanno sbagliando (come è certo che sia) riuscirei ad uscire da questo intoppo che mi ruba il sonno....

Ed infatti,chi meglio di un legale del posto ( che magari potrebbe farsi supportare da un collega italiano) può farglielo capire ?? Certo non sarà una passeggiata,ma a questo punto devi valutare tu se il gioco vale la candela........
LA NOBILTA' DELLO SCHIAVO E' LA RIBELLIONE !

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